La moneta complementare e la moneta alternativa.

la moneta complementare...

La moneta complementare e la moneta alternativa.
Credo vada fatta una fondamentale precisazione a scanso di equivoci. E soprattutto, per comprendere meglio la realtà che ci circonda.

Giorni fa, noi proponemmo questo articolo - Un’alternativa mai considerata - e continuiamo a sostenere questi principi. Pochi giorni dopo abbiamo pubblicato “Bristol Pound : ennesimo esempio di moneta complementare“. La differenza tra questi 2 articoli é ciò che cercheró di farvi capire ora. Cosa cambia da una moneta alternativa ad una moneta complementare? E perché molti cultori della moneta alternativa non appoggiano le monete complementari?

E’ necessario però fare altre premesse a definitivo chiarimento di alcune credenze sbagliate.
1) La differenza tra moneta complementare e moneta alternativa è che la prima convive con l’euro, in doppia circolazione; mentre la seconda lo sostituisce in toto.
2) Abbiamo sposato, fin dal primo momento la teoria Auritiana. Crediamo che Auriti sia stato uno dei più grandi pensatori contemporanei, un uomo con grande dignità e vasta conoscenza, un grande intellettuale. Un uomo che apprezziamo per il suo grande lavoro scientifico e rara integrità morale.
3) Non é questione di essere sostenitori delle monete complementari. E non si ha, diversamente dalla convinzione di qualcunoo, interesse a formare un partito con nessuno, sono pure idiozie.
4) L’ interesse per la moneta complementare è semplicemente nato quando il dott. Oronzo Turi, e il progetto di AAT a cui ha lavorato anche l’illustre economista dott. Nino Galloni (scusate se è poco, vennero a stretto contatto con questa pagina. Tale interesse è nato per questioni sostanziali che spiegheremo di seguito (*). Questioni che puntano dritto alla differenza di posizione tra chi vuole agire per cambiare le cose e chi rimane nell’idealismo. Questioni che potranno chiarire, una volta per tutte, su che cosa non ci siamo capiti.. o meglio, cosa loro non capiscono e perchè.
Ciò premesso ai punti 2) e 3) c’è anche da aggiungere che l’esperimento del SIMEC è riuscito sostanzialmente per tre ragioni:
a) è avvenuto in una piccolissima e raccolta comunità di poche centinaia di persone;
b) è potuto avvenire grazie al rapporto di fiducia di cui Auriti godeva, a livello personale, con i suoi concittadini (una buona parte almeno);
c) ha funzionato anche perchè Auriti, per convincere la gente, ha scelto un cambio Lire/SIMEC particolarmente favorevole, 1:2 (fatto determinante affinchè la gente accettasse SIMEC), in conseguenza del quale ha però dilapidato tutto il suo patrimonio personale.
Questa esperienza che è durata poco e alla fine è collassata, dal punto di vista teorico e scientifico è stata straordinaria. Lo è stata perchè ha potuto dimostrare come, mediante l’accettazione da parte della collettività, si crea valore. E che quindi il valore è dato da una convenzione sociale (dal fatto che noi tutti ci mettiamo d’accordo), non dal materiale intrinseco di cui è fatta la banconota. Con questa esperienza/lezione/esperimento, Auriti ha dimostrato che se una collettività si mette d’accordo e decide di adottare un mezzo di pagamento delle merci diverso dalla moneta debito (quella che usiamo tutti i giorni), come potrebbero essere anche le noci, quelle noci (se aventi proporzione con la quantità di merci prodotte e la qualità della rarità) diventano moneta a tutti gli effetti e acquistano valore. E’ un fatto straordinario. Ma è servito a lui. Non alla gente che, alla fine, non ha capito nulla. Pochi hanno compreso il valore di questo esperimento. Difatti l’esperienza è durata pochissimo. Sapete cosa faceva la maggioranza dei commercianti? Accettavano i SIMEC per lucrarci sopra truffando Auriti. Mandavano tutta la famiglia e gli amici al borsellino, si facevano cambiare lire x SIMEC poi, il giorno dopo, raccolti tutti i SIMEC che potevano, li riportavano ad Auriti dicendo che avevano venduto merci e pretendendo quindi il cambio in lire. Con ciò raddoppiando senza lavorare i loro soldi e truffando clamorosamente il povero Auriti che, in buona fede, non ne era del tutto consapevole.
Se è chiaro questo, che dal punto di vista scientifico/teorico non fa una piega, dovrebbe anche essere chiaro che per avere una moneta alternativa nel nostro intero paese (che non è Guardiagrele), dovremmo scardinare tutto il sistema bancario, cambiare tutte le leggi, avere milioni di persone che abbiano totalmente compreso la teoria del valore indotto e vogliano fortemente, con piena convinzione, una moneta di proprietà popolare a costo di perdere tutti i loro risparmi possibilmente.
Quindi nessuna delle condizioni sostanziali (su cui il SIMEC è esistito) ricapitolate ai punti a), b) e c) sopra esposti.
Tutti quanti inoltre sappiamo che per fare ciò non basterebbe una rivoluzione (non pacifica) o un colpo di stato. Sappiamo anche che mancano conoscenza e forza e che gli italiani non sono tanto coraggiosi, soprattutto di questi tempi. Dimostrazione ne è che nessun paese al mondo è mai passato dalla moneta debito alla moneta di proprietà popolare.
Inoltre, chi  ha provato a far comprendere questi concetti all’interno del proprio gruppo di conoscenze o della propria famiglia, sa che tra il dire e il fare c’è di mezzo l’oceano. Ovvero le persone non solo non comprendono quale grande mistero vi sia dietro la moneta ma neppure sono disponibili a rimettere in discussione le loro credenze così profondamente radicate. Ciò corrisponderebbe anche a riconoscere che finora si sono sbagliati su tutto. Fatto troppo doloroso, per essere accettato.
Quindi dal punto di vista teorico  le teorie auritiane sono forse la vanguardia del monetarismo, ma allo stesso tempo, dal punto di vista pratico, sono oggi utopia. Almeno in quest’epoca. Non per altro Auriti scrisse “Il paese dell’utopia” e si adoperò nel cambiare le cose tramite disegno di legge senza il minimo successo.
Contestualmente a questa riflessione dobbiamo farne una seconda eppoi anche una terza (*).
La seconda riflessione è che il paese reale è in profonda crisi. Le imprese sono costrette a mandare a casa dipendenti con mogli e figli, la disoccupazione è ai massimi storici, c’è rarità monetaria, non si vendono merci, le produzioni sono ferme, ecc. Questi punti, di estrema sostanza, sono anche di estrema urgenza. Non c’è di fatto tempo per continuare a teorizzare una moneta alternativa, occorre una soluzione domani. Ecco il perchè delle monete complementari (che sono anche come propedeutiche alle monete alternative) le quali possono dare un impulso immediato all’economia, sono totalmente legali e pertanto non bandibili dalla guardia di finanza (come fu per il SIMEC di Auriti), sostengono le economie locali e combattono la globalizzazione (potendole spendere solo all’interno della propria collettività) e “Vaucher, Coupon e foglietti che moltiplicano effettivamente il potere d’acquisto della moneta usata da un singolo cittadino( o da una piccola comunità) – le monete complementari che sicuramente possono essere “veicolo di cultura” – Certo, é sicura l’efficacia di queste currencies come “mezzo per far rimanere la ricchezza nel territorio e grazie alla quale vengono valorizzati i prodotti locali”.
La terza riflessione riguarda la storia dei soggetti che compongono il gruppo di demagoghi che ripudiano le monete complementari abbracciando solo ed esclusivamente l’idealismo della moneta alternativa, la loro giovane età e stessa natura. In molti casi chi si schiera solo in favore delle alternative ripudiando le complementari non è titolare di aziende, imprenditore in proprio, proprietario di immobili o diritti. Sono nella maggior parte dei casi nullatenenti, nullafacenti, alla meglio dipendenti di qualcun’altro. Con questo, come possiamo pretendere che capiscano la realtà? Sono studenti anche e spesso molto molto in gamba ma vivono in casa coi genitori, non lavorano o lavoricchiano, non hanno il peso di mantenere un’azienda da cui dipendono famiglie in tempo di crisi, ecco cosa distingue chi sostiene solo l’ideale e chi cerca uno sfogo nella realtà. Loro sono solo teorici, demagoghi, inconsapevoli della vita reale.  Dispiace essere brutali, ma è la pura verità e almeno ci siamo chiariti.
Le esperienze di monete complementari già esistenti nel mondo, tuttavia, parlano da sole.
Allora bisognerebbe concludere con il domandarsi quale senso abbiano avuto certe sparate di persone che da sempre divulgano materiale sul monetarismo nella controinformazione.
Per favore, e lo si chiede come favore perché, davvero, oggi ce n’è bisogno di comprendersi, scendiamo dalle stelle, veniamo a vivere nel mondo reale, sulla terra, per qualche giorno, nella vita vera e crudele. Magari ci riflettiamo un po’ su e ci rendiamo meglio conto di come va il mondo.
E nonostante, affezionato lettore, non capirai nulla di questa nota, perchè ti manca l’esperienza… noi continueremo a non considerarti “stronzo” e questa è la differenza, se posso, tra noi e voi. E ne andiamo fieri.
Fabrizio Zanetti e Mattia Curmà

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