LA LORENZIN AI BIVIANO: “NIENTE STAMINA PER TUA SORELLA, NEANCHE SE FUNZIONASSE”

LA LORENZIN AI BIVIANO: “NIENTE STAMINA PER TUA SORELLA, NEANCHE SE FUNZIONASSE”

Il Movimento Vite Sospese insieme ad altre associazioni da sempre in difesa dei malati gravi,quali Sicilia Risvegli Onlus e Viva la Vita Onlus ITALIA, esprime la più profonda ammirazione per i fratelli Biviano e gli altri disabili che dal 23 luglio si trovano notte e giorno a Montecitorio in presidio permanente, rischiando quotidianamente la propria vita pur di portare avanti la lotta per la libertà di cure in favore di tutti i malati gravi contro uno Stato assassino e corrotto. Dopo 71 giorni di presidio permanente finalmente ieri sera i fratelli Biviano sono riusciti a parlare col Ministro Lorenzin, ma solo perché è capitato che fossero nei pressi della sua auto. Infatti, contrariamente a quanto affermato anche in alcune trasmissioni faziose, il Ministro non si è mai degnato in tutti questi mesi di avere un dialogo con questi disabili. Quindi soltanto ieri alla domanda di Sandro del perché sua sorella Elena che sta morendo in quanto in fase terminale della stessa malattia, la distrofia muscolare, di cui lui stesso e gli altri suoi fratelli sono affetti, non può tentare il metodo Stamina, la Lorenzin ha finalmente potuto dare una risposta, che testualmente riportiamo: “tua sorella anche se questa terapia funzionasse non potrebbe essere curata con questo metodo in Italia”. E allora la domanda che poniamo al Ministro è questa: “Ma perché? Già, perché se una terapia funziona in Italia ed è pure gratuita non è possibile somministrarla?”

Assurdo, inoltre, sostenere che l’inefficacia del metodo Stamina è stata provata scientificamente, ma da chi, dal Comitato scientifico i cui membri sono stati dal Ministro accuratamente scelti tra i detrattori della Stamina? E poi secondo quale criterio, posto che il metodo scientifico presuppone l’osservazione del fenomeno e questi “esperti” non si sono mai degnati di guardare i risultati riportati dalla metodica sui pazienti, né quelli certificati da luminari di chiara fama? Francamente bocciare a priori la sperimentazione con un parere che questo Comitato non aveva nemmeno la competenza di esprimere, in base al D.M del 18 giugno, fa trasparire semplicemente il timore che questa sperimentazione, nonostante i molteplici paletti imposti, potesse funzionare, contrariamente a quella del prof. Vescovi presentata dallo stesso Ministro alla Salute e dai mass-media in pompa magna come un gran successo, senza alcuna considerazione dei morti di Sla che ci sono stati già nel breve periodo.

Ministro, a questo punto è doveroso raccogliere la proposta di Sandro ed avere un confronto pubblico con i responsabili della Stamina, ma soprattutto con i malti gravissimi, che secondo lei devono rassegnarsi alla morte senza provare l’ultimo tentativo. Le ragioni, in effetti, ci sfuggono. Ciò che invece si percepisce perfettamente è la sua disinformazione. E’ evidente come lei non sia in grado di distinguere tra sperimentazione e cure compassionevoli e sospettiamo che sia questo l’unico vero motivo per cui è stata messa a ricoprire un ruolo così delicato. Non è affatto vero che le cure compassionevoli presuppongano quantomeno la prima fase di sperimentazione, quindi il Ministro, nonostante il suo diploma al liceo classico, non si è mai degnata di leggere il D.M 5 dicembre 2006 rubricato “Al di fuori di ogni sperimentazione clinica”, le cure compassionevoli su terapie geniche o somatiche avanzate per definizione prescindono proprio da qualsiasi tipo di sperimentazione. E comunque le staminali vengono già praticate sugli animali ma per curarli. Inoltre, il Ministro non ha mai letto nemmeno la Costituzione, segnatamente negli articoli 2 e 32, dove sono consacrati il diritto alla salute e all’autodeterminazione. Proprio in base al quale lo Stato non può sostituirsi al cittadino nella scelta delle cure cui sottoporsi. Ineffetti uno Stato di diritto non dovrebbe mai opporsi alle cure, ma ha piuttosto il dovere di preservare la salute e la dignità dei suoi cittadini. Invece in Italia succede esattamente l’opposto, succede fintanto che il Ministero della Salute spenda soldi pubblici nei processi per contrastare il diritto alla cura dei malati, seguendo l’esempio degli Spedali Civili di Brescia. E’ successo proprio oggi al Tribunale di Foggia e francamente ci indigna profondamente. Così come ci indigna il Ministro della salute che si giustifica con Sandro Biviano dicendo che non è medico e quindi non può somministrargli alcuna terapia. Le sfugge evidentemente che ricopre una posizione di garanzia qualificata rispetto ai malati, e che se viene meno ai propri doveri istituzionali allora sussistono tutti i presupposti per essere denunciata dai malati stessi.

Inoltre, Ministro Lorenzin, è gravissimo che lei dica che le cure a Brescia, secondo il protocollo Stamina, sono iniziate in forza di una sentenza del Tribunale di Brescia. Guardi che i giudici non sono dipendenti del Ministero della Sanità. In realtà la Stamina Foundation aveva avuto persino il nulla-osta dell’AIFA, prima che quest’ultima, scoperto che il metodo funzionava, bloccasse le cure nel maggio 2012. Adesso si è costretti a presentare ricorsi davanti ai giudici del lavoro per chiedere la disapplicazione di un provvedimento palesemente illegittimo e contrastante con i principi costituzionali più importanti.

Ciò premesso un confronto costruttivo con lei e con altri detrattori della Stamina, quali la neo senatrice Cattaneo, Bruno Dalla Piccola, Paolo Bianco e così via sarebbe certamente utile per fare chiarezza, ma anche doveroso nei confronti dei malti ai quali dovete quantomeno una risposta. Il prossimo 25 ottobre si svolgerà a Bari un Convegno sulle staminali al quale speriamo lei e gli altri detrattori possano finalmente spiegare le proprie ragioni in un contraddittorio.

Milano, 04/10/2013

Movimento Vite Sospese Sicilia Risvegli Onlus Viva la Vita Onlus ITALIA

UFFICIO STAMPA MOVIMENTO VITE SOSPESE

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